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giovedì 26 aprile 2012

Come avviene la lettura strumentale?

Il mondo scientifico ha accettato il modello a due vie di Clotheart, esso chiarisce che le persone leggono stringhe di parole seguendo essenzialmente due persorsi: la via lessicale e quella fonologica
Analizziamo brevemente questi due termini:
- la VIA LESSICALE, detta diretta, avviene sulla base delle sole caratteristiche visive delle parole, senza curarsi dei suoni dei singoli fonemi o del suono dell'intera parola.
La parola viene dapprima osservata, identificata da lessico ortografico di entrata, ossia vengono osservati e identificati alcuni grafemi della parola( m-e-l-a/me-la). In seguito interviene il sistema semantico che recupera il significato della parola (m-e-l-a = frutto del melo). La parola, per essere letta, deve accedere al sistema lessicale cioè al magazzino di parole che abbiamo nella nostra mente. Solo dopo questo processo la struttura fonologica della parola viene trasformata in un codice fono- articolatorio che ne permette la lettura. 

- la VIA FONOLOGICA, come la via lessicale, analizza visivamente la parola che viene scomposta in singoli grafemi, sillabe o gruppi consonantici o vocalici, mediante l'utilizzazione delle regole di conversione grafema- fonema per cui ad ogni conponente viene attribuito il suono corrispondente.

Rappresentazione: modello a due vie (Coltheart, 1978; 1981).
Basandosi su questo modello esistono 2 tipi di dislessie:
Si parla di DISLESSIA FONOLOGICA in questi casi:
- incapacità di leggere le nuove parole;
- incapacità di leggere le non parole;
- buona capacità di lettura di parole;
- è dovuta ad una lesione alla via fonologica.

Si parla di DISLESSIA SUPERFICIALE in questi casi:
- buona capacità di lettura delle parole regolari e non parole;
- incapacità di leggere le parole irregolari (es ancòra e àncora);
- incapacità di leggere le parole omofone non omografe (es l'ago e lago);
- è dovuta ad una lesione della via semantico- lessicale.

Nelle sue prima formulazioni, il modello prevedeva che questa via non avesse accesso al lessico e che fosse utilizzata solo per la lettura a voce alta di non- parole (parole che non esistono) o parole nuove.Di conseguenza una parola letta silenziosamente mediante questa via non poteva essere compresa.

lunedì 5 marzo 2012

 

"Non sono un alieno ! Non sono diverso !
Sono un bambino. Sono ''DISLESSICO''
Non ''GIUDICARMI'', non ''CRITICARMI''
sono un bambino come tutti gli altri.
Non ''ABBANDONARMI'' non ''ISOLARMI''
voglio imparare come tutti gli altri.
Dammi una mano porgi il tuo cuore !
Combatti l'ignoranza te lo chiedo per favore.
Regalami una crescita. regalami un infanzia.
Combattiamo insieme questa ignoranza !"
Naomi Adobbato

venerdì 10 febbraio 2012

La dislessia è un Disturbo Specifico di Lettura...ma che cos'è la LETTURA?
Con il termine lettura si possono intendere, in realtà, almeno due cose: 
lettura strumentale, ovvero capacità di riconoscere e denominare velocemente e correttamente le parole di un testo;
- comprensione, ovvero capacità di rappresentarsi il contenuto di quello che si sta leggendo.
Quindi, da queste due definizioni si può comprendere che:
- si può leggere bene ma non capire cosa si sta leggendo;
- capire un testo anche se si legge molto stentamente.
Esiste una doppia dissociazione tra lettura e comprensione:
- vi sono persone con difficoltà nell'acquisizione dell'abilità di leggere e che leggono con difficoltà (dislessia o disturbo specifico della lettura), ma nonostante ciò riescono a comprendere sufficientemente;
- vi sono poi persone che hanno una buona decodifica ma che non comprendono ciò che leggono, sono chiamati "poor comprehenders" o "cattivi lettori". Nei casi più gravi si parla di disturbo specifico della comprensione.Per comprendere meglio definisco l'attività di decodifica. Essa comprende la conoscenza delle regole di conversione dei segni grafici in suoni e la ricostruzione delle stringhe di suoni in parole del lessico.Es. "pesce" non è un buon esempio perchè vi è il suono "sc"che non è trasparente, 2 lettere rappresentate da un unico suono.
Lo studente con disturbo di comprensione del testo presenta:
  1.  una prestazione al di sotto della norma in prove specifiche che valutano la comprensione del testo;
  2.  una valutazione dell'intelligenza al di sopra della fascia del ritardo mentale;
  3. nessuna situazione di svantaggio socio- culturale o di carenza di istruzione;
  4. nessun ritardo mentale o deficit di tipo sensoriale.
I cattivi lettori si caratterizzano per:
  1. avere un minor controllo sulla loro comprensione;
  2. avere minori conoscenze sulle strategie per raggiungere un determinato scopo;
  3. essere meno capaci di cogliere gli indizi offerti dal testo e di esprimere giudizi di difficoltà;
  4. sono meno consapevoli del fatto che lo scopo della lettura è comprendere.



giovedì 22 dicembre 2011

diagnosi

La dislessia evolutiva è una difficoltà duratura di apprendimento della lettura e della sua automatizzazione nei bambini d'intelligenza normale. La diagnosi di dislessia deve rispondere ai seguenti criteri:
  •  Intelligenza normale: QI deve risultare almeno uguale o superiore a 90 in una o l'altra scala( verbale e non- verbale) di una prova standard d'intelligenza generale;
  •  Scolarità normale : i dislessici sono bambini che sono stati scolarizzati normalmente, senza cambiamenti frequenti di insegnanti, senza assenze prolungate o ripetenze riguardanti soprattutto l'inizio dell'apprendimento;
  •  Difficoltà selettive e durature in lettura e, spesso, in ortografia.

lunedì 17 ottobre 2011

Classificazione delle dislessie 
Tra le dislessie evolutive è possibile distinguere:
  1. Le dislessie periferiche: -sia lettera per lettera: lettura lenta e laboriosa che esige lo spelling della maggior parte delle lettere delle parole prima di poterle identificare; -sia visiva: lettura lenta, i salti di riga sono frequenti( portiamo come esempio gli errori di sostituzione e l'omissione delle parole funzionali).;
  2.  Le dislessie fonologiche: in questo caso il deficit di lettura si manifesta attraverso difficoltà nel leggere parole poco familiari. Gli errori consistono il più delle volte in lessicalizzazioni erronee e delle paralessi( si tratta di produrre una pseudo-parola attraverso un 'aggiunta, omissione o sostituzione di segnenti della "parola target");
  3. Le dislessie di superficie: nei dislessici di superficie, le difficoltà si incentrano sulle parole irregolarie questo tanto più tali parole non sono molto usate nella lingua parlata;
  4.  Le dislessie profonde: in questo caso i bambini hanno di solito un livello intellettuale limitato e presentano spesso un disturbo grave nell'espressione. In queste dislessie  le paralessie semantiche costituiscono il più caratteristico tipo di errore. Queste paralessie sono accompagnate da paralessie derivazionali (condividono con il target la radice ma si differenziano per l'aggiunta, l'omissione o la sostituzione dell'affisso).

giovedì 15 settembre 2011

Come si manifesta?
 La dislessia si manifesta con una lettura scorretta costituita da molteplici errori, da una lettura lenta e può manifestarsi anche con una difficoltà nel comprendere ciò che si va a leggere indipendentemente sia dai disturbi di decodifica del testo scritto che della comprensione in ascolto.Gli errori caratteristici che solitamente compie un bambino dislessico nella lettura e nella scrittura sono i seguenti:
  •  sostituzione di lettere ( le coppie di fonemi simili sono le seguenti): f-v; t-d; l-r; s-z; c-g; p-b; m-n;
  • Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari; cioè il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze.Può confondere la “m” con la “n” per esempio; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”...);
  • Inversioni di sillabe;spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”...); inversione anche di lettere e di numeri (ad esempio 251 anziche 15);
  • Salta una o più parole parole e salta da un rigo all’altro;
  • Aggiunte e ripetizioni; il bambino dislessico, avendo difficoltà a continuare con lo sguardo da sinistra a destra può portare ad errori di decodifica aggiungendo ad esempio qualche sillaba o qualche grafema (esempio "matitita" anzichè "matita")
  • Omissione di grafemi e di sillabe; il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anzichè “fonte"..) oppure di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anzichè “fiume" “...) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anzichè “tavolo”; “paro” anzichè “papavero”).
  • A volte il bambino dislessico non riesce ad imparare le tabelline in ordine e alcune informazioni come ad esempio i giorni della settimana, i mesi, l'alfabeto;
  • Fa confusione per quanto riguarda i rapporti temporali e spaziali( ieri/oggi, destra/sinistra, avanti/indietro);
  •  Fa fatica ad esprimere verbalmente ciò che pensa, difficoltà di concentrazione e attenzione;
  • Appare disorganizzato nelle sue attività, sia a casa che a scuola, fa fatica a copiare alla lavagna e a prendere nota di tutte le informazioni magari appena dettate dall'insegnante.
Il disturbo specifico comporta un impatto negativo per l'adattamento scolastico e per le attività della vita quotidiana.


 

martedì 16 agosto 2011

I disturbi specifici dell'apprendimento( DAS-Learning Disabilities),all'interno dei quali si può parlare di dislessia,sono disturbi INTRINSECI all'individuo,presumibilmente legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale  e possono presentarsi lungo l'intero arco di vita.Quindi non sono legati ad uno scarso impegno come magari si può pensare .